mercoledì 20 aprile 2011

Carissimi, 
Nella settimana Santa, ci viene introdotto in maniera più incisiva la Vita, la Passione , la Morte e la Risurrezione di Cristo causa della nostra Salvezza. Cristo per amore, accettò di affrontare la paura, l'abbandono, il tradimento, la solitudine, il silenzio di Dio e tutte l'oltraggi, gli insulti e gli orrori che ha subito fino alla morte.  
Perchè tutto questo? Per introdurci ad avere fiduccia nell'amore seminato da Dio nei nostri cuori.  Lui che è l'Amore, conosce la forza trainate dell'amore che non si arrende di fronte a nulla. L'amore è la Luce di Dio che diventa lampada ai nostri passi. Questa luce, all'inzio del suo ardere è una piccola fiamma che man mano che commincia ardere è capace di brucciare la foresta dell'odio, della violenza, dell'innimicizia, della perdita di stima di sè che può portare l'uomo alla disperazione e alla morte eterna.
Cristo con la sua passione, ci invita alla riconquista ed alla rivoluzione dove l'amore è l'unica parola da dire per affermare la verita e l'unica parola da sopportare con il nostro silenzio per esprimere che l'amore sa contemplare la vita e sa caricare su di se la vita che con la nostra passione unita quello di Cristo farsi che tutta la vita risorge.  
Contempliamo il volto sfigurato di Cristo, vedremo in questo volto la chiamata dell'amato ad unirci al suo amore. Vedremo il questo volto, l'Uomo-Dio che ci fa vedere la vera solidarietà, l'uomo -Dio che ha caricato su di se la mia e la tua vita con nostri dolori, sofferenza che ci allontanano da Dio e ci fanno rimanere ed essere dominato dal peccato. Troveremo nel volto sofferente di Gesù, il volto del servo di Dio che ci invita alla sperenza perchè la sofferenza e la morte hanno un termine già fissato per la loro distruzione. 
Dio è l'Amore che vince, che ci invita alla vera ricostruzione, alla risurrezione del corpo e dello spirito per instaurare un mondo dove tutto può finire ma l'amore resta sempre per riconquistare e riabbracciare cio che era finito e perdutto. 
Buona Settimana Santa e Buona Pasqua a voi tutti amici miei cari. 
Con affetto di Cristo in me e in voi.
Don Gaetano

mercoledì 13 aprile 2011

A GESU' CROCIFISSO
O Gesù, mi fermo pensoso
ai piedi della Croce:
anch'io l'ho costruita con i miei peccati!
La tua bontà, che non si difende
e si lascia crocifiggere, è un mistero
che mi supera e mi commuove
profondamente. 
Signore, tu sei venuto nel mondo per me,
per cercarmi, per portarmi
l'abbraccio del Padre:
l'abbraccio che mi manca! 
Tu sei il Volto della bontà
e della misericordia: per questo vuoi salvarmi!
Dentro di me ci sono le tenebre:
vieni con la tua limpida luce.
Dentro di me c'è tanto egoismo:
vieni con la tua sconfinata carità.
Dentro di me c'è rancore e malignità:
vieni con la tua mitezza e la tua umiltà. 
Signore, il peccatore da salvare sono io:
il figlio prodigo che deve ritornare, sono io!
Signore, concedimi il dono delle lacrime
per ritrovare la libertà e la vita,
la pace con Te e la gioia in Te. 
Amen

Angelo Card. Comastri
Arciprete della Basilica Vaticana

giovedì 31 marzo 2011

IL MIO DIO E’ FRAGILE
Il mio Dio non è un dio duro, impenetrabile,
insensibile, stoico, impassibile.
Il mio Dio è fragile.
E' della mia razza.
E io della sua.
Lui è uomo e io quasi Dio.
Perché io potessi assaporare la divinità
Lui amò il mio fango.

L'amore ha reso fragile il mio Dio.
Il mio Dio ebbe fame e sonno e si riposò.
Il mio Dio fu sensibile.
Il mio Dio si irritò, fu passionale,
e fu dolce come un bambino.

Il mio Dio fu nutrito da una madre,
ne sentì e bevve tutta la tenerezza femminile.
Il mio Dio tremò dinnanzi alla morte.
Non amò mai il dolore, non fu mai amico
della malattia. Per questo curò gli infermi.
Il mio Dio patì l'esilio,
fu perseguitato e acclamato.
Amò tutto quanto è umano, il mio Dio:

le cose e gli uomini, il pane e la donna;

i buoni e i peccatori.
Il mio Dio fu un uomo del suo tempo.
Vestiva come tutti,
parlava il dialetto della sua terra,
lavorava con le sue mani,
gridava come i profeti.

Il mio Dio fu debole con i deboli

e superbo con i superbi.

Morì giovane perché era sincero.
Lo uccisero perché lo tradiva la verità che era
nei suoi occhi.
Ma il mio Dio morì senza odiare.
Morì scusando più che perdonando.

Il mio Dio è fragile.

Il mio Dio ruppe con la vecchia morale

del dente per dente,
della vendetta meschina,
per inaugurare la frontiera di un amore
e di una violenza totalmente nuova.

Il mio Dio gettato nel solco,

schiacciato contro terra,

tradito, abbandonato, incompreso,
continuò ad amare.
Per questo il mio Dio vinse la morte.
E comparve con un frutto nuovo tra le mani:
la Resurrezione.
Per questo noi siamo tutti sulla via
della Resurrezione:
gli uomini e le cose.

E' difficile per tanti il mio Dio fragile.

Il mio Dio che piange,

il mio Dio che non si difende.

E' difficile il mio Dio abbandonato da Dio.

Il mio Dio che deve morire per trionfare.

Il mio Dio che fa di un ladro e criminale
il primo santo della sua Chiesa.
Il mio Dio giovane che muore
con l'accusa di agitatore politico.
Il mio Dio sacerdote e profeta
che subisce la morte come la prima vergogna
di tutte le inquisizioni della storia.

E' difficile il mio fragile amico della vita.

Il mio Dio che soffrì il morso

di tutte le tentazioni.
Il mio Dio che sudò sangue
prima di accettare la volontà del Padre.

E' difficile questo mio Dio,

questo mio Dio fragile,

per chi pensa di trionfare soltanto vincendo,
per chi si difende soltanto uccidendo,
per chi salvezza vuol dire sforzo e non regalo,
per chi considera peccato quello che è umano,
per chi il santo è uguale allo stoico
e Cristo a un angelo.

E' difficile il mio Dio Fragile

per quelli che continuano a sognare un Dio

che non somigli agli uomini.
Juan Arias

Juan Arias, scrittore e giornalista spagnolo che ha collaborato anche con la Rai e con varie testate giornalistiche italiane, ha scritto il seguente testo, che proponiamo come meditazione, particolarmente adatta in questo periodo quaresimale.
Arias ci invita a riflettere, con un testo un po’ provocatorio, sulla “fragilità” di Dio e sul suo amore per l’umanità. A qualcuno inizialmente potrebbe sembrare un testo un po’ “strano”, poco “ortodosso”, ma cerchiamo di cogliere gli spunti di riflessione e di meditazione che ci offre.

lunedì 14 febbraio 2011

Un santo uomo Valentino è stato scelto come simbolo dell'amore. 
Questo ci fs capire il volto dell'amore che non può non essere santo perchè Dio è Amore. 
Auguro a te la vittoria dell'amore nella tua vita. 
Possa l'amore vince nei tuoi momenti di angoscia e tristezza. 
Posa l'amore che è dentro di te farti conoscere quanto sei importanti e per Dio e quanto la tua storia sia una scrittura di amore per l'umanita. 
Non ti devi sentire solo e abbandonato e incompresso perchè perchè sei amato e stato creato e voluto per amore. 
La forza dell'amore che è in te è cosi grande che nulla potra mai vincerti. 
Tutto passa ma l'amore rimane sempre e vince e  riesce rinnovare la vita che sembra di non avere più speranza 
Tanti auguri e buon San Valentino 
con affetto
don Gaetano

domenica 13 febbraio 2011

Tantissimi saluti a tutti vloi, sono tornato dalla mia nigeria. porto i saluti dai miei. 
con affetto
don Gaetano